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CASATIELLO

Casatiello
Una web serie per raccontare il patrimonio materiale e immateriale di Napoli

Le nuove tecnologie della comunicazione, i nuovi linguaggi digitali e, soprattutto, la sempre crescente fruizione di prodotti audio-visivi e multimediali amplificano le possibilità di veicolare la conoscenza del patrimonio culturale, materiale e immateriale e consentono di attivare nuove forme di fruizione intelligente dello stesso.
In particolare, l’unione tra tecnologie, nuovi codici comunicativi e cultura permette di intercettare nuove fasce di pubblico, compresi bambini e famiglie, di incuriosirle e coinvolgerle, innovando i processi e le modalità di valorizzazione di saperi e tradizioni, che trovano nell’utilizzo della produzione filmica uno strumento sempre più privilegiato e coerente con le nuove esigenze di accesso e fruizione di informazioni e conoscenze sul patrimonio.

Il miglioramento dell’accessibilità e dell’economicità della banda larga ad alta velocità e della tecnologia di streaming video hanno fatto sì che la produzione e la distribuzione di serie web sia diventata una valida alternativa alla produzione di serie “tradizionali”, principalmente realizzata per la trasmissione TV.
Ciò consente ad una vasta gamma di potenziali utenti di accedere liberamente quando e dove vogliono alla fruizione degli episodi della serie, che sono sempre disponibili online, 24 ore al giorno e sette giorni alla settimana, a differenza, invece, degli episodi delle serie tradizionali, che vengono trasmessi in un unico momento prestabilito, secondo specifiche esigenze di palinsesto televisivo.
La crescente convenienza economica, poi, nell’acquisto di device mobile, quali tablet e smartphone, permette di mettere a disposizione di una sempre più ampia gamma di potenziali spettatori, inclusi pendolari, viaggiatori e altre persone che sono in movimento, gli episodi delle serie da fruire online.

In linea con tali evoluzioni e con le finalità di progetto, è stato progettata e realizzata una serie web di n. 8 episodi, dal titolo “CasaTiello”, che nasce con l’intento specifico di favorire la conoscenza del patrimonio culturale materiale e immateriale della città di Napoli, in particolare da parte del target bambini (indicativamente 7-13 anni) e famiglie.

Negli episodi recitano 8 attori di teatro che interpretano i seguenti personaggi:

  • Pulcinella: Antonio Lippiello
  • Bianca Atzero – Farina: Jessica Anna Festa
  • Ciro Asiello – Pomodoro: Luca Coppola
  • Sasà Di Latte – Mozzarella: Antonio Lippiello
  • Olivia Verdi – Olio: Martha Festa
  • Nicola Vasi – Basilico: Michelangelo Belviso
  • Dirimpettaio: Felice D’Anna
  • Attrezzista: Alberto Tortora
  • Negoziante: Luigi Napolitano
    con la partecipazione straordinaria del cagnolino “Riccio” e dell’asinello “Pinocchio”.
Gli episodi

Gli otto episodi della serie CasaTiello (disponibili gratuitamente sulla piattaforma movie.conform.it e su youtube.com sono dedicati alla Pizza, al Dolce, al Caffè, al Presepe, alla Scaramanzia, alla Tombola, al Teatro e, ovviamente, alla città di Napoli!

Da 3 giorni Pulcinella passeggia invano per le strade di Napoli alla ricerca della famiglia Tiello, in via dei panzarotti ottantotto. Questo è l’indirizzo che gli ha dato il suo padrone, prima di partire per Parigi. Pulcinella è stanco, affannato, ma soprattutto e come sempre, affamato. Quando, nel suo vagare, giunge nei pressi della pizzeria “Michele”, la sua vista si annebbia e cade in un sonno profondo … Lo ritroviamo, in aperta campagna, a parlare di cibo e di pizze con un asinello, al quale racconta la storia della pizza. Nel sogno compaiono degli strani personaggi, Bianca Atzero – Farina, Ciro Asiello – Pomodoro, Sasà Di Latte – Mozzarella, Olivia Verdi – Olio e Nicola Vasi – Basilico, ai quali viene l’altrettanto strana idea di “sbagliare la margherita”, di invertire cioè l’ordine dei suoi ingredienti. Dopo alcuni piani maldestri, si accorgono però che la margherita “originale”, in realtà, è perfetta. Il sogno di Pulcinella svanisce, ma non la sua fame. Anzi, dopo la pizza, il suo nuovo e impellente desiderio non può che essere … un dolce!

Pulcinella, mentre prosegue la ricerca affannosa della famiglia Tiello, intravede una pasticceria e alla vista dei tanti dolci si incanta e, magicamente, lo ritroviamo in campagna a lamentarsi con l’asinello della sua condizione perenne di servo e della recente “mazziata” ricevuta da Ciro Asiello, che lo aveva sorpreso in cucina a mangiare di nascosto strufoli, migliaccio e babà. Al sentire il suo nome urlato da lontano, Pulcinella si dilegua. Intanto, i suoi nuovi e strambi padroni sono alle prese con un contest televisivo condotto da Nicola Vasi: Bianca Atzero e Olivia Verdi si sfidano nella preparazione di strufoli e zeppole di San Giuseppe. Al momento della presentazione dei piatti finali, Ciro e Sasà interrompono la premiazione, presentando il loro dolce: la caprese… Peccato che non abbiano capito nulla, perché non hanno fatto altro che impiattare sé stessi: pomodoro e mozzarella, rivelandosi così “duje babà!”.

Pulcinella, assaporando ancora il retrogusto del babà, inizia a desiderare la chiusura perfetta del suo ciclo di appetito continuo: il caffè. Nel suo vagare per le strade di Napoli alla ricerca della famiglia Tiello, si imbatte nella vetrina di un bar con la scritta “Caffè sospeso“. Non ci pensa due volte, entra e ordina un caffè. Mentre pensa alla generosità del popolo napoletano, racchiusa in quella frase e in quel gesto, di nuovo… si incanta e lo ritroviamo ad ascoltare il discorso del suo dirimpettaio sull’importanza del caffè fatto con passione (sulla falsariga di Edoardo De Filippo in “Questi fantasmi”). Salutato il dirimpettaio Pulcinella si prepara un bel caffè illustrando tutti i dettagli che la tradizione napoletana impone per prepararlo. All’improvviso, Pulcinella si “risveglia” dal torpore in cui era caduto, sorseggia il caffè ed esce dal bar per continuare la ricerca della famiglia Tiello. Lo vediamo incamminarsi per dei vicoli e sbucare a San Gregorio Armeno.

Giunto a San Gregorio Armeno, Pulcinella pensa di aver scoperto l’arcano: “Casa Tiello fa rima cu Bambiniello”… per cui sarà proprio qui che troverà questa benedetta famiglia. Tra gli scaffali delle botteghe dei pastori, trova anche un asinello: “Ciucciariello… ce staje pure tu d’int’’o presepe…”. Preso dalla stanchezza si addormenta ed eccolo di nuovo in campagna con il suo amico asinello, che gli confida di non voler stare più nel presepe vicino al bue! Pulcinella prova a proporgli qualche altro animale con cui sostituirlo, ma si convince che il presepe deve rimanere così com’è. Intanto, i suoi nuovi padroncini sono alle prese con i preparativi natalizi. Ciro Asiello e Nicola Vasi, però, non hanno le idee molto chiare su cosa mettere nel presepe: dinosauri, elicotteri, macchinine sono oggetto di discussione tra i due e Sasà di latte che, a fatica, cerca di preservare la tradizione. Ma lo sconforto raggiunge il culmine quando Bianca e Olivia mostrano la stella cometa che hanno appena creato: una Barbie tutta dorata…

Pulcinella irrompe spaventato in una bottega che espone oggetti tipici del folklore napoletano. Qui racconta al negoziante lo strano episodio che gli è capitato in un ristorante. Mentre stava per inforcare i suoi spaghetti, una vecchia gli ha predetto che avrebbe perso sé stesso, poi che avrebbe sentito una musica e, infine, che avrebbe avuto tanta fortuna. A quel punto, l’indiano che era entrato con la vecchia si era messo a suonare il piffero e gli spaghetti di Pulcinella avevano iniziato a sollevarsi dal piatto e a ballare. Da qui la sua paura, la sua fuga dal ristorante e il suo arrivo nella bottega dove riesce a farsi regalare dal negoziante un “curniciello”. Quel dono lo trasporta in uno stato di trance sulle note incalzanti della filastrocca di Pappagone (P. De Filippo – “Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglio”). Quando si riprende, Pulcinella ricostruisce il senso di quanto gli è accaduto e confida al negoziante che diventerà ricco proprio grazie ai tre numeri associati alle parole della vecchia: 90 – la paura, 55 – la musica e 75 …Pulcinella!

Con aria sognante Pulcinella si sdraia sulle scale del Monastero di Santa Chiara e si addormenta. Il sogno lo porta su un’amaca, a pensare alla sorpresa che ha preparato per i suoi padroni che, intanto, sono in casa a giocare a tombola. Mentre Olivia vince uno dopo l’altro tutti i premi, Sasà, con uno scatolo di pizza e un vassoio di dolci in mano, riesce dopo vari e vani tentativi ad attirare l’attenzione dei compagni e a mostrare loro anche la “vera” stella cometa che ha acquistato per il loro presepe. I quattro, però, non hanno occhi che per la pizza e il vassoio di dolci, sui quali finiscono per fiondarsi … Il sogno termina e Pulcinella si ritrova nuovamente a Napoli a sbottare perché, tra una pennichella e un’altra, non è riuscito ancora a trovare la famiglia Tiello. In fin dei conti, però, non fa nulla. Senza questa ricerca non avrebbe potuto girare per le strade di una città meravigliosa e, come per incanto, da Santa Chiara in un baleno ricompare a Galleria Umberto.

Ritrovatosi all’interno di Galleria Umberto, Pulcinella racconta che in questo luogo simbolo di Napoli sono passati innumerevoli artisti: attori, cantanti, macchiettisti che quasi più nessuno ricorda, ma anche grandi come Eduardo, Peppino, Titina e Totò… L’incanto si riproduce di nuovo e, come per magia, Pulcinella si trova nel Teatro Totò, dove incontra Giovanni, uno degli attrezzisti che erano soliti perdere le tante scommesse che il Principe della risata amava fare con le maestranze prima di salire sul palco. A fine spettacolo Totò regalava tutti i guadagni delle scommesse alle persone povere che incontrava. E proprio mentre racconta questi aneddoti, Giovanni perde l’ennesima scommessa, lasciando Pulcinella perplesso, perché non aveva capito che Totò fosse lì presente. Giovanni gli spiega che non può vederlo perché in vita era una persona solitaria che amava fare del bene senza apparire e lasciando pulcinella con una citazione tratta da “A’ livella”

Il viaggio di Pulcinella non è finito … ogni volta che pensa ad un luogo di Napoli, eccolo che si trova esattamente lì. Lo vediamo a Marechiaro, a Piazza del Plebiscito, a raccontarne la storia e qualche curiosità, sul lungomare, a decantare le infinite bellezze della città.
Terminato il suo fantastico viaggio partenopeo, Pulcinella ritorna ad Acerra dove, mentre passeggia allegramente tra i vicoli, si imbatte in un manifesto con il simbolo calcistico del Napoli calcio: il ciuccio. E a lui ricorda quante volte lo ha sognato e quante cose gli ha raccontato: dalla pizza, ai dolci al caffè, dai riti scaramantici alle tradizioni del presepe e della tombola, dal teatro ai luoghi e ai monumenti più belli della città. Forse è stato tutto un sogno, ma quel che è certo è che “Napoli è la città più bella del mondo, dove tutto è il contrario di tutto, ma si tiene insieme come un marito e una moglie innamorati”.

REMIAM (ex OPS) – CUP B63D18000360007

Progetto cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del POR Campania FESR 2014-2020 POR FESR CAMPANIA 2014-2020 Asse 1 – Ricerca e Innovazione – Obiettivo specifico 1.2 “Rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale” Azione 1.2.2 “Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie di RIS3” “Distretti ad alta tecnologia, aggregazioni e laboratori pubblico privati per il rafforzamento del potenziale scientifico e tecnologico della Regione Campania”